Lorenzo Braccesi

Dissolute e maledette

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Combattenti e condottiere, regine e influenti consigliere, alle donne che raggiungono le vette del potere nelle società antiche non sono perdonati forza, carattere e talento. Quando una donna esercita funzioni che, per millenni, sono state di esclusivo appannaggio maschile, la macchina della diffamazione la colpisce, perché il successo femminile suscita diffidenza e invidia. Dotate di fascino, carisma e di prorompente vitalità, queste figure fuori dall’ordinario ci appaiono come protagoniste indiscusse in un mondo che fu loro ostile. Un mondo di cui conquistarono la ribalta, muovendosi impunemente nello spazio pubblico al di là di angusti stereotipi di genere. Ma la condanna della storiografia maschilista fu senza appello: hanno le mani lorde di sangue, praticano l’adulterio e l’incesto, esercitano le arti delle cortigiane o, addirittura, delle professioniste da strada. Diffamate e denigrate, queste donne dell’età antica rappresentano un esempio di coraggio, tenacia e intelligenza dall’immenso valore umano.

Lorenzo Braccesi

storico e saggista, è stato professore ordinario di Storia greca nelle Università di Torino, Venezia e Padova.
Per la Salerno Editrice ha pubblicato Livia (2016), Zenobia l’ultima regina d’Oriente. L’assedio di Palmira e lo scontro con Roma (2017), e Olimpiade regina di Macedonia. La madre di Alessandro Magno (2019). Il suo ultimo libro è Arrivano i barbari. Le guerre persiane tra poesia e memoria (Roma-Bari 2020).