24,00

di Lapo Gianni 
a cura di Roberto Rea

Inserito da Dante nell’élite stilnovista in un cruciale passo del De vulgari eloquentia (I XIII 4), Ser Lapo Gianni, notaio fiorentino, rimane a oggi una figura controversa e sfuggente, al punto che negli ultimi de­cenni ne è stato messo in dubbio persino il nome e quindi l’appartenenza al canone dello Stilnovo.

La critica ha infatti da sempre espresso opinioni di­scordanti sulla collocazione di Lapo nella storiografia letteraria e sul valore stesso della sua poesia: c’è chi ha riconosciuto in lui un attardato epigono cortese, poi attratto nell’orbita cavalcantiana, tanto da esercitare, a sua volta, un’influenza su un più giovane Dante; chi ha insistito sull’idea di una certa vicinanza e collabo­razione di ‘scuola’ con i più celebri amici; chi, infine, lo ha ritenuto un più o meno tardo imitatore della maniera cavalcantiana e dantesca.

Il presente volume propone una nuova edizione cri­tica commentata delle rime sicuramente attribuibili a Lapo Gianni, per le quali il testo di riferimento è stato fino a oggi, nonostante la revisione proposta da Iovine (1989), ancora quello fissato da Contini nei Poeti del Duecento (1960).

Il nuovo testo critico è corredato, per ogni componi­mento, dalla necessaria documentazione filologica, in modo che i lettori possano, per la prima volta nel caso di Lapo, verificare puntualmente le scelte sostanziali e linguistiche, nonché la condotta dei diversi testimo­ni. Il commento, oltre a rendere le liriche del tutto accessibili e a fornirne un’interpretazione puntuale, si propone di ricostruire la cultura linguistica e lette­raria dell’autore, sforzandosi soprattutto di chiarire i suoi rapporti con la poesia cavalcantiana e dantesca, al fine di definire il suo ruolo all’interno della più alta esperienza stilnovista.

Lapo Gianni

Roberto Rea

insegna Filologia della letteratura italiana e Filologia dantesca presso l’Univer­sità Tor Vergata di Roma. Tra le sue pubblicazioni, Cavalcanti poeta. Uno studio sul lessico lirico (Roma, 2008); ha inoltre curato, con Giorgio Inglese, l’edizione commentata delle Rime di Guido Cavalcanti (Roma, 2011).