Virginia Galilei

Lettere al padre

Le lettere che, tra il 1623 e il 1633, Virginia Galilei, figlia del celebre scienziato, scrisse al padre sono la commovente testimonianza di un affetto capace d’illuminare il crepuscolo di quel genio sofferente (tormentato dalle malattie e dall’esito del nefasto processo). Virginia, figlia naturale, e perciò destinata alla vita monastica, si rivolge all’illustre padre chiamandolo “Vostra Signoria” e fa accompagnare le sue missive da piccoli e poveri doni (dolciumi confezionati da lei, come cedri canditi e cantucci) per ringraziarlo degli omaggi del padre (zucchero, coperte e vino). Dietro il velo della modesta cronaca quotidiana, queste lettere fissano in realtà uno sguardo drammatico sulla società del tempo che ebbe in Virginia – monaca clarissa, col nome di suor Maria Celeste – una testimone d’eccezione.