Antonio Rocco

L'Alcibiade fanciullo a scola

8,00

L’Alcibiade fanciullo a scola, sfuggito all’Indice ma definito da alcuni recensori «liber sporcissimus», «degno di essere bruciato insieme con il suo autore», è uno di quei rari gioielli della letteratura erotica che pochi bibliofili conservavano gelosamente in un cassetto segreto, al riparo dalla longa manus dell’Inquisizione. Questo libro, tradotto oggi nelle principali lingue europee, all’epoca in cui fu scritto (1641) circolò in pochi esemplari anonimi e con false indicazioni di luogo e data di stampa a causa della feroce persecuzione censoria. Fu considerata l’opera piú diabolica e immorale del Seicento.

La vicenda, ambientata nella Grecia classica, vede l’anziano Filòtimo, maestro del bell’Alcibiade, sperimentare tutta la propria scienza oratoria per convincere il giovane scolaro a concedergli le sue grazie, argomentando con un abile e pretestuoso ragionamento retorico come ciò sia cosa giusta e necessaria. Ciò che rende avvincente il dialogo è la fresca intelligenza, non priva di falso candore, del giovane Alcibiade, contrapposta all’untuoso pedagogismo dell’anziano precettore. Al termine del vivace confronto dialettico l’allievo accondiscende a soddisfare i sensi del suo precettore suscitando lo scandalo che condannò il libro alla damnatio memoriae. La presente è una seconda edizione: la precedente, edita dalla Salerno Editrice nel 1988, era proposta nella collana «Omikron».