Pietro Aretino

Sonetti sopra i XVI modi

Composti fra il 1524 e il 1525, questi sonetti furono concepiti dall’Aretino quale “commento” a 16 disegni erotici di Giulio Romano, incisi su legno da Marcantonio Raimondi. L’uscita del volumetto, che suscitò le ire di papa Clemente VII, lo costrinse a lasciare Roma. Giocati tutti su un registro stilistico volutamente osceno, questi versi documentano la straordinaria versatilità dell’A. nel misurarsi con i piú differenti stili poetici. I sonetti sono accompagnati dalle tavole originali superstiti, tratte dall’unico esemplare oggi noto della stampa cinquecentesca (1527?), giunto a noi purtroppo mutilo del frontespizio e di una carta.