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I sonetti di Shakespeare sono una delle più alte riflessioni mai scritte sulla vita degli uomini. Questi versi costituiscono il libro più affascinante e segreto di colui che ancora oggi, in ogni parte del mondo, viene ritenuto il più grande creatore di storie per il teatro. Harold Bloom lo definisce da anni una “terrena commedia”. Già prima di lui, Jan Kott aveva visto nel canzoniere shakespeariano come una sorta di materia teatrale, un dramma “nascosto”, con le sue azioni, i suoi eroi, un’incalzante progressione narrativa e uno spietato antagonista, il Tempo. Da sempre tra i grandi classici, questi sonetti struggenti, ingenui, solari, a volte disperati, hanno l’immediatezza e la forza di qualcosa scritto appena ieri. Saremmo tentati di definirlo come l’unico dramma di Shakespeare mai andato in scena.

William Shakespeare

La curatrice: Loretta Innocenti insegna Letteratura Inglese all’Università Ca’ Foscari di Venezia. Le sue ricerche sono incentrate sul rapporto tra parola e immagine. Negli ultimi anni si è occupata della “visualità” come modello di percezione e di