Raffaello Urbinati

Ferrante Pallavicino. Il flagello dei Barberini

13,00

Il libro ripercorre la vita di Ferrante Pallavicino inquadrandolo nel secolo delle censure e riabilitando il personaggio dalla damnatio memoriae. Ferrante Pallavicino nacque a Parma nel 1615 da un’illustre famiglia che lo forzò al chiostro. Studiò teologia e filosofia a Milano e Padova. Condusse una vita dissipata (di cui troviamo cenni nella sua Retorica delle puttane); accolto nell’Accademia degli Incogniti, scrisse diversi romanzi trasgressivi che gli misero alle calcagna l’Indice, i gesuiti e il nunzio apostolico a Venezia. Fu arrestato per la pubblicazione del Corriero svaligiato, un pamphlet violentemente anticuriale. Tornato in libertà rinfacciò a Urbano VIII Barberini la responsabilità della guerra di Castro in due libelli satirici, la Baccinata e il Dialogo tra due gentiluomini Acanzi, che segnarono la sua definitiva rovina. Fu catturato dai gendarmi pontifici ad Avignone e decapitato nel 1644 non ancora ventinovenne. I pochi storici che lo ricordano non ne tracciano un ritratto benevolo: «scrittore ingegnoso, indefesso e di molta erudizione eziandio fornito; ma scrittore al tempo stesso impudente, scandaloso e talvolta ancora empiamente sfacciato» (Cristoforo Poggiali); «per oscenità e maldicenza le sue opere non sono tali che possano rammentarsi con lode dell’italiana letteratura» (Girolamo Tiraboschi). Tra i suoi libelli, larga eco nei paesi protestanti suscitò Il Divortio celeste per la sua vivacissima polemica contro la Chiesa di Roma. Audace nella sua personale battaglia contro il conformismo del secolo controriformista, pagò con la vita l’impertinenza verso il Papa, la Chiesa e la morale imposta.

Raffaello Urbinati

Raffaello Urbinati è uno studioso del Seicento italiano e in particolare della corrente libertina. Ex dirigente della RAI, collabora con diversi periodici ed è autore di saggi.