Marco Brando

Non c'è #storia

Preistoria, Medioevo, caccia alle streghe, Inquisizione e Far West sono, nel lessico dei media e nella cultura di massa, sinonimi di regressione, caos, arretratezza, inciviltà, imbarbarimento, violenza, oscurantismo. Ne deriva un boom di stereotipi. Una perdita d’acqua? Colpa di «tubi da preistoria». La svolta conservatrice degli Usa? Coincide con «la caccia alle streghe voluta da Trump». Viviamo tempi tristi? Sí, perché si è affermata «la nuova santa Inquisizione dei social network». Gli ospedali sono in tilt? «Rischio Far West in corsia». Sono metafore negative che non evocano solo disastri incombenti e caos, ma mettono a nudo la nostra incapacità di capire la storia, per cui preferiamo esorcizzare le nostre paure attuali scaraventandole in vari “altrove” legati al passato, reale o immaginario. Il libro svela uso e abuso di questi luoghi comuni: un vademecum, a tratti divertente, utile a giornalisti, storici, insegnanti e a tutti i lettori.

Marco Brando

Giornalista, si occupa anche di storia, in particolare della percezione del Medioevo nei mass media. Sul tema ha scritto Lo strano caso di Federico II di Svevia (Bari 2008), L’imperatore nel suo labirinto (Firenze 2019) e, con Salerno Editrice, Medi@evo. L’Età di mezzo nei media italiani (Roma 2024), che ha ottenuto il premio “Italia Medievale” 2025. Collabora, tra l’altro, col magazine di Treccani. È membro della Società italiana per la Storia medievale, della Società italiana di Didattica della Storia, dell’Associazione italiana di Public History e della Fondazione “Federico II Hohenstaufen” di Jesi.