Dante e la cultura fiorentina

Bono Giamboni, Brunetto Latini e la formazione intellettuale dei laici

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In copertina: Volgarizzamento toscano del Tresor di Brunetto Latini. Firenze, Bibl. Medicea Laurenziana, Plut. 42.19, c. 4r (partic., con Brunetto ritratto in una lettera miniata).

 

Brunetto Latini e Bono Giamboni rivestono un’importanza cruciale nella fioritura della cultura letteraria fiorentina in lingua volgare durante la seconda metà del Duecento: fondamentale risulta infatti il loro apporto alla costruzione di quel paradigma retorico, filosofico e civile che avrebbe delineato l’orizzonte intellettuale laico e borghese entro cui si dispiegherà la prima formazione del giovane Dante. Il volume – frutto del lavoro congiunto di illustri studiosi italiani e stranieri – esplora e approfondisce proprio le traiettorie di questa circolazione del sapere in volgare nella Firenze di fine Duecento, allo scopo di ricostruire il milieu intellettuale del periodo e di indagarne il rapporto con Dante prima dell’esilio del 1302.

 

A cura di:

Zygmunt G. Barański insegna presso le Università di Notre Dame (USA) e di Cambridge (UK).
Theodore J. Cachey Jr. insegna presso l’Università di Notre Dame (USA).
Luca Lombardo insegna presso le Università «Ca’ Foscari» di Venezia e di Toronto.