AA.VV.

Pirandello e Napoli. Atti del Convegno di Napoli, 29 novembre - 2 dicembre 2000

36,00

Tema ancora inesplorato o indagato solo tangenzialmente, il rapporto fra Pirandello e Napoli riveste un ruolo tutt’altro che secondario nel quadro dell’attività artistica dell’Autore, e, proprio per la molteplicità degli sparsi addentellati, esso appariva da tempo suscettibile di studi specifici. A questo scopo, illustri studiosi di letteratura, teatro, cinema, musica si sono dati convegno a Napoli, dal 29 novembre al 2 dicembre 2000, per approfondire questa tematica nel corso di intense giornate di studio, i cui Atti sono ora raccolti nel presente volume.
Risultano insospettabilmente numerosi, nei testi pirandelliani, i riferimenti diretti o indiretti a Napoli e alla sua cultura. Essi appaiono ben presenti nei Quaderni di Serafino Gubbio e non ne è privo Il fu Mattia Pascal, mentre ne sono toccati, in maggiore o minore misura, I vecchi e i giovani, La balia, L’abito nuovo; Questa sera si recita a soggetto e numerosi altri testi. Ma quel che emerge, in particolare, è la connessione tra Pirandello e la cultura napoletana: da un lato, infatti, egli collaborò a vari periodici locali, allestì lo scenario dell’Abito nuovo per Eduardo De Filippo, polemizzò con Croce, parlò di De Sanctis, De Meis, Bracco, Lauria, Serao, ecc.; dall’altro, Peppino De Filippo rappresentò una commedia tratta da Amicissimi e ridusse in napoletano Lumie di Sicilia e Liolà; Eduardo fece lo stesso con Il berretto a sonagli; i due, insieme con la sorella Titina, rappresentarono nel ’37 L’abito nuovo; Totò, da parte sua, interpretò La patente e L’uomo, la bestia e la virtù. A tali episodi va aggiunto il successo tributato dalla rappresentazione a Napoli della Birritta e della Vilanza, e due eventi importanti come la prima di Trovarsi al Teatro dei Fiorentini nel ’32 e la prima di Liolà al San Carlo nel ’35.
Il volume risulta dunque di grande interesse, anche per il notevole spessore critico dei vari interventi, e contribuisce tanto a illuminare aspetti inediti o poco noti dell’attività di Pirandello quanto a conoscere meglio la stessa vita culturale napoletana del primo Novecento.