Paolo Orvieto

Misoginie. L'inferiorità della donna nel pensiero moderno. Con antologia di testi

14,00

Dell'”altra metà del cielo” l’uomo, nel corso del tempo e di una culura millenaria profondamente maschilista, ha elaborato molteplici concezioni, nessuna realmente positiva, ma ognuna tesa in sostanza a velare, a nascondere la paura della femmina che alberga atavicamente nel cuore del maschio.
Due le più comuni, del tutto antitetiche: da un lato Eva, la donna diabolica, tentatrice, femme fatale, dominata dal sesso e che con il suo sesso domina e distrugge il compagno; dall’altro Madonna, purissimo angelo del focolare, custode della casa, amorevole accuditrice del marito e dei figli, accuratamete segregata tra le quattro pareti domestiche. Ma questo atteggiamento assume, in tempi recenti, anche un risvolto economico-sociale: non per nulla dalla metà dell’Ottocento in poi, una fitta schiera di antifemministi – filosofi, scienziati, storici, scrittori – scende in campo per arginare la minacciosa emancipazione della donna propiziata da Illuminismo e Rivoluzione francese, che sanciva una nuova uguaglianza tra uomo e donna, nei beni, nelle successioni e nei diritti.
L’agile volume di Paolo Orvieto svolge con sapienza questo affascinante tema, tracciando un percorso variegato all’interno delle misoginie soprattutto otto-novecentesche. Un informato saggio introduttivo ne passa in rassegna i caratteri e le tipologie; a questo segue un’ampia antologia di testi, con brani da Balzac, Darwin, Freud, Jung, Lawrence, Schopenhauer, Weininger, ecc. A loro risponde, echeggiando nel saggio iniziale, il controcanto delle varie Woolf, de Beauvoir, Carter, Millet, e di altre valide e intelligenti femministe.

Paolo Orvieto

Paolo Orvieto ha insegnato Storia della critica all’Università di Firenze. Con la Salerno Editrice ha pubblicato tra gli altri: Buoni e cattivi del Risorgimento. I romanzi di Garibaldi e Bresciani a confronto (2011) e Da Giuda a Manzoni.