Bruno Basile

La finestra socchiusa

19,00

Silloge organica di saggi dedicati al tema letterario della «finestra» come simbolo di evasione e barlume di speranza offerta all’uomo dal carcere esistenziale, il libro si propone una duplice finalità. Da una parte vuol delineare la storia di un’immagine allegorica che, sorta nella letteratura europea tra Otto e Novecento – nell’età di crisi aperta dal «sottosuolo» di Dostoevskij e dai terrori claustrofobici di Strindberg e Kafka –, si riverbera, con esiti imprevedibili, nella prosa di Moravia e nelle epifanie liriche dell’ultimo, angosciato Pavese.
Dall’altra tenta d’identificare le leggi di strutturazione psicoanalitica dell’universo immaginario legato alla «finestra», divenuta un archetipo collettivo di spazi e chiusure, di prospettive libere o anguste che si correlano, in un rito junghiano, alla dimensione degli interni familiari di una casa. Proprio la «finestra» nella sua oggettività implacabile, sempre correlata a implicazioni metaforiche (libertà, spiraglio di accesso alla vita o alla morte, parodia nello spazio finito di cielo infinito), è impiegata come reagente analitico per l’interpretazione di alcune opere fondamentali della letteratura moderna: La mite di Dostoevskij, Il Processo di Kafka, Gli indifferenti di Moravia, Lavorare stanca e i Dialoghi con Leucò di Pavese.