Luigi Firpo

Il processo di Giordano Bruno

24,00

Esaurito

VOLUME ESAURITO

Il 17 febbraio 1600, in Campo de’ Fiori a Roma, Giordano Bruno saliva al rogo e rendeva la sua testimonianza suprema di coerenza e di libertà. Da allora storici e filosofi, uomini di scienza e uomini di fede, si affrontano in un dibattito tenace per investigare ragioni e tesi, errori e colpe della vittima da un lato, dei suoi giudici ed esecutori dall’altro. Da allora indagini erudite e polemiche faziose si intrecciano senza requie, ispirandosi a vecchie e nuove ideologie, vuoi per esecrare, vuoi per ribadire, o almeno giustificare, la condanna: in realtà, sempre con l’intento di arruolare la figura prestigiosa del martire nell’uno o nell’altro schieramento.
Luigi Firpo ha seguito un’altra via, dedicando in prima istanza il più tenace impegno al fine di recuperare con il massimo rigore filologico ogni testimonianza autentica sull’evento: tutti i documenti disponibili sono stati direttamente investigati, riveduti sugli originali, integrati da nuovi reperti nell’inaccessibile archivio dell’Inquisizione romana. Questo recupero sistematico ha consentito una ricostruzione organica dell’intera vicenda processuale, durata ben otto anni, che accompagna via via il Bruno dal suo rientro in Italia e dal breve soggiorno studioso a Padova, attraverso la denuncia, l’arresto, il processo veneziano, l’estradizione a Roma, gli interrogatori e le censure del Santo Uffizio, fino al confronto cruciale con il suo contraddittore di maggiore risalto – san Roberto Bellarmino – e alla sua scelta ultima, inflessibile, di morire per non rinnegare le verità in cui credeva.
Ne esce non solo l’appassionante racconto di una delle più drammatiche vicende del tardo Rinascimento, ma quasi una emblematica illustrazione del contrasto radicale fra autorità e libertà, cioè di un momento eterno della condizione umana. Tutti i documenti del processo sinora noti vengono riprodotti criticamente in appendice, offrendo così al lettore agio di riscontrare punto per punto l’oggettivo rigore della ricostruzione proposta.
Il volume, già parzialmente in bozze nel 1976, ha subito un travagliatissimo iter redazionale, che ne ha impedito per lunghi anni la stampa, ulteriormente ritardata dalla scomparsa, nel 1989, dell’illustre studioso. Ora, grazie alle cure di Diego Quaglioni, l’opera vede finalmente la luce: doveroso omaggio alla lunga dedizione tributata dal grande storico al filosofo nolano, e insieme contributo esaustivo su un episodio fondamentale della storia del pensiero moderno.