Michel De BoÜard

Guglielmo il Conquistatore

28,00

La rarità delle fonti d’archivio e narrative (annali, cronache, storie) dell’XI sec. relative a Guglielmo e alle sue imprese risulta inversamente proporzionale alla dovizia di tradizioni orali normanne e inglesi fiorite in particolare nel XII sec. Questa situazione, determinando da un lato lo slittamento nella storiografia più tarda di elementi aneddotici e leggendari, talora pittoreschi, ha fatto sì che, dall’altro, la figura del Conquistatore giungesse fino a noi sfumata e imprecisa, avvolta in un’atmosfera sicuramente suggestiva ma poco affidabile.
Miche de Boüard, muovendosi con cautela fra storia e mito, fonda innanzitutto la sua indagine sulla più ampia considerazione degli avvenimenti storici cui Guglielmo effettivamente prese parte; sottopone poi ad attenta revisione critica gli elementi ufficiali già acquisiti; indaga infine i particolari più personali della vicenda umana del Conquistatore. L’attenzione al dato effettivo, nonché l’ampiezza del respiro metodologico messo in campo dall’Autore, premettono una ricostruzione storico-biografica esaustiva e rigorosa, articolata in tre momenti principali: la sofferta gioventù, quando, orfano e poco apprezzato figlio bastardo di Roberto I di Normandia, Guglielmo meditava in silenzio la sua rivincita; la preparazione e l’esecuzione della grande impresa inglese, che gli valse, dopo la celebre vittoria di Hastings contro i Sassoni (13 ottobre 1066), la corona d’Inghilterra; i lunghi anni di regno, quando, creato il vasto condominium anglo-normanno, riuscì nella difficile opera di governare e tenere unite popolazioni così eterogenee, attuando al contempo una profonda riorganizzazione politico-amministrativa dello stato; fino alla morte, sopraggiunta improvvisa nel corso di un’operazione militare in Normandia, nel 1087.
Completo e documentato, il volume di de Boüard consente non solo di illuminare lati finora oscuri o poco chiari della vicenda del Conquistatore, ma anche di collocare la figura all’interno di una prospettiva storica più ampia, fino a considerarlo parte integrante di quel vasto impulso di conquista che condusse i Normanni, tra l’XI e il XII sec., oltreché in Inghilterra, nell’Italia meridionale e sulle sponde medio-orientali del Mediterraneo.