Ernest Belenguer

Ferdinando e Isabella. I Re Cattolici nella politica europea del Rinascimento

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Le figure dei Re Cattolici – Ferdinando d’Aragona (1452-1516) e Isabella di Castiglia (1451-1504) – sono familiari alla cultura storica e generale di tutti i paesi occidentali: Isabella come finanziatrice dell’impresa di Colombo e sagace regina della sua Castiglia; Ferdinando per la sua conquista di Napoli e come uno dei sovrani-modello di Machiavelli; entrambi come conquistatori del Regno di Granada, ultimo baluardo musulmano in terra di Spagna, e quindi ultimi artefici del completamento della reconquista cristiana di quel paese (e perciò, appunto, meritarono dal Papa il titolo di Re Cattolici); e ancora entrambi come nonni materni di Carlo V e legati, quindi, alla straordinaria vicenda di quell’Imperatore.
Questi motivi generali di notorietà occultano, però, troppo spesso il ruolo effettivo di governo dei due sovrani nei loro domini. In effetti, si dové ad essi se in Spagna mise salde radici la monarchia moderna e si avviò quel processo di aggregazione etico-politica e istituzionale che, unendo Castiglia e Aragona, ha dato vita alla nazione spagnola. Ad essi risale egualmente l’avvio del tribunale dell’Inquisizione, di cui ottennero dal Papa l’esercizio e che fu tradotto in un formidabile strumento di controllo politico del paese. Sotto di loro si avviò, inoltre, il «secolo d’oro» della cultura e delle arti in Spagna; si cominciarono a organizzare le terre americane di recente scoperta secondo i criteri del nuovo regime monarchico spagnolo; la Spagna comparve come inattesa protagonista della lotta di potenza in Italia e in Europa; la finanza pubblica venne ad assumere un rilievo nettamente superiore al passato.
La biografia che ai due sovrani ha dedicato Ernesto Belenguer è, a sua volta, un’opera di polso, che si segnala per la sua sicurezza e la larghezza dell’informazione e per il suo rigoroso fondamento scientifico; ma si segnala, altresì, per l’equilibrio illuminante con cui uno storico così legato alla tradizione aragonese (Belenguer è di Valencia) rappresenta e analizza – attraverso la figura della Regina – problemi e realtà del mondo castigliano, sfuggendo a ogni tentazione regionalistica e al rischio di chiusure culturali, e realizzando, con le “vite parallele” dei due Sovrani, un’opera storica di sicuro valore.