Alessandro Marcucci Pinoli

Vivi dolcemente

7,50

Esaurito

«Io scrivo Non di passioni (…) ma di sensazioni», enuncia espressamente l’autore: e la struttura del libro rispecchia l’enunciato, configurata com’è per frammenti, lampi di memoria, fervori emotivi, risentimenti civili, la cui compressa intensità riesce a effondersi nel bianco della pagina, stabilendo valenze e congiunzioni che, saldano le diverse tessere, assemblano l’autoritratto estroverso di un uomo dalle affettività immediate, dagli impeti ponderati ma non per questo affievoliti, che ha caro abitare la sfera personale ma non l’imbozzolarsi nel morbido, privilegiato alvo che essa offre a chi fugge l’esterno.
(Dalla Presentazione di Eugenio Ragni)

Alessandro-Ferruccio Marcucci Pinoli di Valfesina, Nani per gli amici, avvocato, console, ambasciatore, Gran Croce, Commendatore e Cavaliere di numerosi Ordini (anche della Repubblica Italiana), presidente, tra l’altro, della maggiore catena alberghiera nazionale, è da sempre uomo impegnato in imprese e iniziative private e pubbliche; ma – come ha scritto Carlo Bo – delle tante attività e iniziative di cui è magna pars, privilegia decisamente le culturali: fra molte altre manifestazioni, ha ideato e promosso, come Sovrintendente, il Festival Internazionale del Teatro Rinascimentale di Corte di Urbino (1994-1997). Praticamente da sempre coltiva la poesia, ma ha esordito solo all’inizio del nuovo millennio con un agile libretto di liriche e massime, Dulcis vivas, destinato a una élite di amici, riscuotendo subito un successo così unanime da portarlo alla presente raccolta di poesie, che costituisce il suo primo, vero confronto con un pubblico più vasto.