Domitilla Savignoni, Matteo Bressan

Siria

Il perché di una guerra

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Tanti confini dentro un solo Stato, su cui si concentrano gli occhi del mondo, sgretolato da quasi 7 anni di conflitto che ha lasciato sul terreno centinaia di migliaia di vittime. La frattura interna che si frammenta in ulteriori fazioni: i miliziani ribelli, le forze militari di Assad, i fronti islamici più radicali, i curdi e l’autoproclamato stato islamico che ne approfitta per avanzare.
Il Califfato che diventa il nemico comune, mentre tutti si combattono fra loro. Sul campo anche le grandi potenze del mondo, le mediazioni saltate che rischiano di scatenare una nuova guerra fredda tra Stati Uniti e Russia, e l’Europa, quasi assente. Sullo sfondo la morte atroce dei civili, soprattutto dei bambini, e una guerra dell’informazione che è stata ancora più cruenta di quella militare. Un orrore che ha varcato ogni linea rossa immaginabile. Oggi la Siria è in frantumi, vaste aree di territorio sono ancora controllate da una moltitudine di milizie, jihadiste e non, anche se il sedicente stato islamico sembra ormai prossimo alla sconfitta. Assad è ancora al comando ma di un paese dilaniato e diviso in zone d’influenza, con le sue principali città distrutte e centinaia di migliaia di morti.

Domitilla Savignoni

Domitilla Savignoni è giornalista, inviata e conduttrice del Tg5.

Matteo Bressan

Matteo Bressan è analista per la NATO Defense College Foundation e docente presso la Società Italiana per l’Organizzazione Internazionale (SIOI).