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Novella provenzale del pappagallo

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La peculiarità fondamentale di questa anonima Novella provenzale del pappagallo consiste nel fatto di essere una delle rarissime testimonianze narrative apparse nel secolo XIII all’interno della feconda attività lirica dei trovatori provenzali. Dettata in distici ottosillabici a rima baciata, è sì un testo poetico, ma dotato di un solido e originale intreccio narrativo, così da costituire una vera e propria “eccezione” nel più vasto quadro della produzione letteraria trobadorica.
In un luogo imprecisato della Francia meridionale vive una bella castellana; un giorno, riceve una visita inaspettata: un pappagallo parlante le reca gli omaggi di Antiphanor, il figlio del re di cui è messaggero, e la invita ad amare il proprio padrone. Lei rifiuta, professandosi innamorata di suo marito; ma il pappagallo, dotato di una straordinaria abilità retorica, riesce pian piano a vincere la resistenza della donna, strappandole alla fine il consenso a incontrare il principe. A questo punto, il racconto viene tramandato in due redazioni diverse, l’una più narrativa, l’altra più lirica; diverso è anche lo svolgimento della vicenda, ma comune il punto focale: le astute manovre del pappagallo produrranno l’effetto voluto e la donna accorderà i propri favori al giovane principe, beffando il marito geloso e malfidato.
Entrambe le versioni – quasi 300 versi in un caso, circa 250 nell’altro – sono offerte in questa edizione, con versione italiana a fronte; l’Introduzione e un essenziale apparato di note permettono la piena comprensione di un testo tra i più caratteristici e godibili della letteratura provenzale.