Bruna Bianchi

Nella terra di nessuno

Uomini e donne di nazionalità nemica nella Grande guerra

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Sin dai primi giorni dell’agosto 1914, in gran parte dei paesi belligeranti, iniziò un traumatico processo di sradicamento di individui e comunità di nazionalità nemica dagli esiti irreversibili. La violenza xenofoba, fomentata dalla propaganda e dalla cosiddetta « febbre delle spie », raggiunse il culmine nel maggio 1915 in seguito all’affondamento del Lusitania e da allora si inasprirono i provvedimenti nei confronti dei cittadini di nazionalità nemica: internamento, sequestro dei beni, denazionalizzazione. Eppure questi processi violenti non riuscirono a distruggere il rispetto per i diritti e le libertà individuali. Non mancarono, infatti, coloro che si adoperarono per l’organizzazione degli aiuti, cercarono di salvaguardare i diritti umani, denunciarono le distorsioni dell’ordinamento giuridico, tennero vivi i valori dell’internazionalismo e della solidarietà.

Bruna Bianchi

Bruna Bianchi insegna Storia del pensiero politico contemporaneo e Storia delle donne e questioni di genere all’Università Ca’ Foscari di Venezia. Studiosa della Grande guerra, del lavoro