Matteo Angelo Galdi

Necessità di stabilire una repubblica in Italia

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Nel settembre 1796 l’Amministrazione generale della Lombardia – istituita in seguito all’invasione napoleonica e alla cacciata degli austriaci – bandì un concorso sul tema: Quale dei governi liberi meglio convenga alla felicità d’Italia, aperto a tutti i «buoni cittadini amanti della libertà». La risposta fu entusiastica: quasi 60 dissertazioni pervennero alla segreteria del concorso (vinto, poi, da Melchiorre Gioia).
Quella che qui si pubblica – opera di un uomo politico salernitano, Matteo Angelo Galdi (1765-1821) – è parsa meritoria di essere riproposta al lettore moderno per i caratteri di straordinaria attualità che presenta. L’Italia, infatti, era giunta (allora come oggi) a una svolta fondamentale della propria storia: la conquista francese aveva scosso dalle fondamenta il secolare letargo monarchico-clericale, mentre il verbo repubblicano e rivoluzionario si propagava ovunque. Dalle pagine di questo fortunato libretto, più volte ristampato, Galdi propugna a piena voce la necessità del rinnovamento: l’Italia dev’essere libera e indipendente, unita e repubblicana; il federalismo, che molti sbandieravano come una panacea, non può condurre che alla destabilizzazione e al caos politico e sociale.
Un argomento, dunque, mutatis mutandis, singolarmente attuale e di grande interesse, in particolare oggi, alla vigilia della seconda Repubblica.