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Lo spazio letterario della Grecia antica. Vol. I, tomo 3. La produzione e la circolazione del testo. I Greci e Roma

Il volume affronta un’epoca segnata dalle tentazioni e dai conflitti tra il potere centrale di Roma, la cultura greca delle aristocrazie urbane delle province d’Oriente e l’emergere di nuove spiritualità. È un’epoca dominata dalla prosa, che nei suoi vari generi riflette i tentativi, da una parte, di integrarsi e collaborare con Roma e, dall’altra, di tenere saldo il confronto e la polemica, salvaguardando la propria identità culturale. Ciò avviene attraverso il recupero deliberato, arcaizzante, dei modelli letterari elaborati nella Grecia dell’età classica, oppure attraverso un rimescolamento di generi e il recupero di nuovi pubblici, ai quali indirizzare una letteratura di evasione o di protesta.

Con il Cristianesimo, si aprono nuovi spazi per la produzione e la circolazione di testi ancorati a messaggi di salvezza. Questo fenomeno si accompagna alla notificazione della struttura materiale del libro stesso, nella transizione dal rotolo al codice. Per altro verso, esso dà luogo dapprima all’assorbimento e successivamente anche alla difesa di antichi modelli letterari – quali il trattato e il commento filosofico o la storiografia – o di istituzioni nelle quali il testo è conservato, prodotto e circola – come la scuola –, ma all’interno del nuovo quadro dominato dal sacro. Sono proprio queste nuove scuole che, accanto a quelle pagane sempre più marginali, determinano in maniera decisiva la scelta dei testi della tradizione classica che devono essere conservati o provvedono alla riformulazione dei loro contenuti sotto forma di compendi, centoni ,enciclopedie.