Giovan Battista Basile

Lo cunto de li cunti

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Nel bicentenario dei fratelli Grimm, la prima raccolta di fiabe in dialetto napoletano, che ha riscosso successo in tutta Europa. Scrittore tra i più significativi della tradizione letteraria napoletana e tra i massimi della letteratura barocca non solo napoletana o italiana, ma europea, Basile è il fondatore, insieme con il coetaneo Giulio Cesare Cortese, della grande letteratura dialettale napoletana del Seicento, è il primo che abbia tentato, e realizzato a livello altissimo, un’elaborazione letteraria dei temi di fiabistica popolare, che avranno poi nuova occasione di divulgazione con le opere di Perrault in Francia, dei Fratelli Grimm in Germania ecc. Sullo scorcio del XVII secolo, l’innovazione dell’uso del dialetto napoletano, novità assoluta nell’epoca, mentre non ha costituito un impedimento alla circolazione europea dell’opera, ne ha frenato invece la fruizione in età moderna, almeno nella lingua originale. Invece si sono moltiplicate le traduzioni: tutte più o meno insoddisfacenti per la obbiettiva difficoltà dell’ interpretazione di una lingua dialettale ricchissima e di difficile comprensione. Dopo ripetuti tentativi, a partire dall’Ottocento, è stata ora realizzata una delicatissima opera di ricostruzione del dialetto napoletano del ’600, e del testo che meglio lo rappresenta, Lo cunto de li cunti, appunto, con edizione critica del testo, corredata di puntuale traduzione italiana a fronte, di un ampio apparato di commento a piè di pagina, di Introduzione storico-critica, Bibliografia, Nota al testo, Indici e repertori vari, che rendono l’edizione un evento nella storia della cultura letteraria napoletana del XX/XXI secolo.