L'ebreo errante

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Nel 1994 la Salerno Editrice ha pubblicato Lucifero disoccupato, prima traduzione italiana di alcuni dei racconti che il grande scrittore polacco Aleksander Wat (1900-1967) diede alle stampe, con il medesimo titolo, nel 1926. L’ebreo errante offre ora al lettore gli altri racconti di quella raccolta.
Fantastici, grotteschi, paradossali anche questi, si discostano però dai precedenti per una più marcata nota malinconica e meditativa. Nel primo rivive, in pieno XX secolo, la leggenda dell’ebreo errante, incarnata nel giovane talmudista Nathan che, dopo lunghe peripezie, arriva a farsi eleggere papa e dittatore del mondo; Re in esilio racconta le tragicomiche vicende di un ragazzo di straordinaria bellezza ma dalla natura privato degli attributi virili; Tom Bill campione dei pesi medi, infine, è un pugile che rinuncia alla forza e si fa debole, illudendosi così di poter vincere la diffidenza e l’ostilità del prossimo.
Venati di sorridente, “cosmica” malinconia, questi racconti disegnano, con Lucifero disoccupato, un ritratto a tutto tondo del giovane Wat, e sembrano annunciarne, con apparente leggerezza e felice vivacità, la più profonda riflessione filosofica in versi degli anni maturi.