Ibn Hamdis

La polvere di diamante

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Esaurito

Il maggior poeta arabo di Sicilia dell’XI sec., Ibn Hamdis, nacque a Siracusa nel 1055 e morì (probabilmente) nell’isola di Maiorca, nel 1133; durante la sua vita, lunga e avventurosa, molto egli viaggiò: fu prima a Siviglia, dove riparò in seguito alla conquista normanna dell’isola natia, poi in Africa settentrionale, in città marocchine, algerine e tunisine, infine (ma non è certo) a Maiorca, dove visse gli ultimi anni.
Frutto di questo vagabondare è un cospicuo “canzoniere” di oltre seimila versi, edito soltanto in parte. La limpida voce del poeta vi canta gli argomenti più diversi: troviamo il wasf, genere descrittivo con cui Hamdis eccelleva, risolto tutto in preziosi frammenti dove si cantano le lodi dell’amata, di un giardino, di un vino, di una lama ben affilata, di un bel destriero, e di altri soggetti consimili; i componimenti di lode, pervasi spesso da un’atmosfera pensosa e malinconica, nel ricordo della gioventù e della patria perduta; le poesie in morte dei cari, dense di commozione e rimpianto; esempi di zuhd, genere che esorta alla temperanza, alla penitenza, alla serena accettazione di un comune perituro destino; ecc.
Le 112 poesie qui raccolte vogliono dunque offrire al lettore una panoramica completa dell’ampia produzione poetica di Hamdis, certo uno dei più notevoli poeti dell’Occidente arabo-islamico tra XI e XII sec.