La morte dell'amore

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Il tema dell’amore fu tra i principali cui Federico De Roberto (1866-1927) dedicò le sue energie: per circa vent’anni infatti, dopo la pubblicazione dei Viceré (1894), egli produsse una serie consistente di opere sull’argomento, a testimonianza di un interesse divenuto con il tempo pressoché esclusivo.
Tra queste, il volumetto che qui si ripropone, andato a stampa l’ultima volta nel 1928, dove sono raccolti sei «esempi» sui vari modi in cui un amore può morire. In pagine ricche di brio, De Roberto dà vita a una caleidoscopica galleria di personaggi, coinvolti nelle situazioni più diverse, spesso paradossali: c’è il caso, ad esempio, di una donna in dubbio su quale lettera, delle tre che ha scritto, spedire all’amante fedifrago; di un tizio che prima teme un rivale poi si duole che questi abbia ignorato la sua bella; di un altro che per tutta la vita sogna (letteralmente) appassionate dichiarazioni d’amore della cugina lontana e, infine, morta; di una vecchia decrepita che racconta come fu traviata e come traviò a sua volta, ecc.
Divertenti e “particolari”, questi brevi racconti testimoniano le doti artistiche di De Roberto, per nulla pallido epigono del verismo (come pure è stato definito), ma fine narratore e sottile psicologo.