Enrico Malato

In difesa della Società Dantesca italiana

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Fondata nel 1888, la Società Dantesca Italiana ha svolto nei primi decenni della sua storia una decisiva attività di stimolo degli studi danteschi in Italia.
Il prodotto più significativo di quella fase “eroica” nella storia della Società resta l’edizione de Le Opere di Dante, pubblicata nel 1921, poi identificata come «Edizione del Centenario».
Nel dopoguerra, dopo una nuova fase intensamente produttiva, la Società è andata poi incontro a un progressivo rallentamento del suo “ritmo”: si è mandata a morire l’articolazione policentrica del sodalizio, concentrando tutto a Firenze, dove la Società si è andata raccogliendo in se stessa, scoraggiando l’adesione di nuovi Soci, discriminando tra quelli in atto, fino a immaginare l’adozione di un nuovo Statuto che giunge a prevedere che non possono essere Soci coloro che «svolgano attività in concorrenza con quelle svolte dall’associazione»: cioè, non possono essere Soci coloro che svolgono attività di ricerca in campo dantesco! Un evidente paradosso.
Non questo era l’obiettivo dei Fondatori.
Questo libro vuol essere una sollecitazione perché si presti attenzione ad una situazione al limite del collasso; e insieme un contributo al recupero di uno spirito costruttivo negli studi danteschi in Italia, con il concorso – e non l’opposizione – della Società Dantesca Italiana.

Enrico Malato

Enrico Malato, critico letterario, storico della letteratura, professore emerito di Letteratura italiana nell’Università di Napoli Federico II, è coordinatore della “Nuova edizione commentata delle Opere di Dante” promossa dal Centro Pio Rajna. È ideatore e direttore di una grande Storia della letteratura italiana (14 voll., 1995-2005), delle riviste «Filologia e critica» e «Rivista di Studi Danteschi».