Luigi Capuana

Il Decameroncino

6,00

Esaurito

Il Decameroncino fu edito a Catania, da Giannotta, nel 1901, e riscosse subito ampi consensi di critica e di pubblico anche fuor di Sicilia. Modello, dichiarato fin dal titolo, è l’opera maggiore del Boccaccio, della quale il libro – suddiviso com’è in «dieci giornate» e una «conclusione» – ripete anche l’articolazione interna. Capuana tuttavia, ben lungi dal vincolarsi troppo strettamente alla marca boccacciana, non spinge l’imitazione oltre questi elementi più immediati ed esterni, e sviluppa in modo completamente autonomo e originale personaggi, situazioni, tematiche.
L’azione si svolge all’interno di una cornice ben precisa – l’esclusivo salotto aristocratico della baronessa Lanari –, dove l’ottuagenario dottor Maggioli racconta undici brevi novelle di vario argomento, in contrappunto con interlocutori di diverso orientamento ideologico o religioso. Caratterizzano la narrazione – piana e felicissima – l’interesse per i fenomeni spiritici e parapsicologici e per i casi eccezionali di psicopatologia, l’attenta curiosità per il progresso tecnologico (mito dell’età del positivismo), una sottile vena moralistica nei confronti delle nuove generazioni, la garbata ironia con cui questi casi – paradossali e sconcertanti alcuni, altri buffi e divertenti , tutti gustosi – vengono riferiti.
Cosicché, efficacemente proiettato nella figura del «buon vecchietto (…) più brioso di un giovanotto del giorno d’oggi», Capuana offre in queste pagine una delle prove più interessanti e convincenti della sua inesauribile vena narrativa.