Giovanni Verga

Cavalleria rusticana

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Storia d’amore e di sangue ambientata nella Sicilia arcaica e fiera di fine Ottocento, Cavalleria rusticana è una delle prove narrative più note e convincenti di Verga, alla vigilia del più arduo impegno dei Malavoglia. Il racconto, che doveva inizialmente costituire un episodio, poi espunto, del grande romanzo, apparve per la prima volta sul «Fanfulla della Domenica» del 14 marzo 1880, e confluì quindi nella raccolta di novelle e racconti Vita dei campi, pubblicata nello stesso anno presso l’editore Treves di Milano. Centrato su un tema popolarissimo, e molto vicino alla sensibilità siciliana dello scrittore, quale il delitto d’onore, il racconto brucia rapidamente il suo pathos narrativo, in un crescendo drammatico che culmina nel famoso ed epico duello finale tra compare Turiddu e Alfio, il cui onore offeso – nella persona della moglie Lola – reclama il sacrificio di sangue. Dal racconto, Verga trasse poi il dramma in un atto Cavalleria rusticana. Scene popolari – rappresentato al Teatro Carignano di Torino il 14 gennaio 1884, con Eleonora Duse nella parte di Santuzza –, mentre Pietro Ma scagni ne fece, nel 1890, una traduzione musicale, presto divenuta famosissima, su libretto di Giovanni Targioni-Tozzetti e Guido Menasci. Sia il dramma che il libretto sono riproposti ora nel presente volume, unitamente al racconto, del quale costituisco l’ideale e necessario completamento.