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Versione cartacea

Il profilo alfieriano proposto da Di Benedetto e Perdichizzi ripercorre la carriera poetica dello scrittore, intellettuale di statura europea, nella cui produzione confluiscono l’eredità illuministica e le prime istanze del Romanticismo. Attraverso un’attenta ricostruzione biografica e artistica vengono evidenziati i contenuti libertari delle tragedie dell’Alfieri che si prestavano all’interpretazione degli avvenimenti del presente tanto che il poeta, con Machiavelli, fu considerato fra gli anticipatori e i profeti del Risorgimento. Alfieriani in gioventù furono Massimo d’Azeglio e Alessandro Manzoni, nonché Giacomo Leopardi e Ugo Foscolo. Ma nel secondo Ottocento il suo mito si offuscò e fu messa in dubbio la validità della sua opera e la stessa consistenza morale della sua personalità, anche sulla scia della delusione post-unitaria. In questo volume le opere alfieriane vengono analizzate individualmente, senza tralasciare gli scritti minori. Se ne indagano il rapporto con i modelli antichi e con gli interlocutori contemporanei, attraverso il ricorso agli scritti teorici pubblicati dal poeta e alle carte del suo laboratorio.

Vincenza Perdichizzi

Arnaldo Di Benedetto

Eminente studioso di Alfieri, è docente di lettere all’Università di Torino. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo Il dandy e il sublime: nuovi studi su Vittorio Alfieri, Firenze 2003.