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«Un pelago di scientia con amore». Le ‘Regole’ di Fortunio a cinquecento anni dalla stampa
 
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L'autore. Paola Moreno è professore ordinario di Letteratura italiana all’Università di Liegi. Filologa romanza, specialista della letteratura italiana rinascimentale, è studiosa e editrice delle opere di Francesco Guicciardini Gianluca Valenti è Chargé de recherches FNRS all’Università di Liegi dal 2015. I suoi interessi spaziano dalla lirica trobadorica alla storia della medicina medievale, dal lessico dell’arte all’applicazione delle scienze cognitive in àmbito letterario.

Curatore: a cura di Paola Moreno e Gianluca Valenti



Indice del libro


Studi e saggi - 61, pp. 240
gennaio 2018
Soggetto
Letteratura italiana I. Dalle origini al Settecento. Saggi
Filologia italiana e romanza, filologia germanica. Saggi
ISBN. 978-88-6973-265-2

€ 22,00
 

L'opera. È passato ormai mezzo millennio da quando Giovan Francesco Fortunio, giurista friulano appassionato di lettere, nonché attento filologo e lettore dei classici latini e volgari, pubblicò, a fine estate 1516 e a proprie spese, il primo esemplare di un genere librario del tutto nuovo, quello delle grammatiche del volgare. Naturalmente, Fortunio non poteva essere consapevole dell’enorme impatto che imprese come la sua avrebbero prodotto non solo sul pubblico a cui direttamente si rivolgeva, ma anche sulle generazioni successive di scriventi prima, di parlanti dell’italiano poi. Il cinquecentenario della pubblicazione delle Regole grammaticali della volgar lingua è stato cosí l’occasione per riflettere di nuovo su un testo che troppo spesso è stato ingiustamente considerato, dagli studiosi, solo nell’ottica di un confronto con il modello bembiano delle Prose della volgar lingua. In questo volume, che convoca alcuni fra i maggiori esperti della storia della lingua e della grammatica italiane, si è voluto mettere Fortunio al centro della discussione e lasciare che gli altri attori del dibattito grammaticale cinquecentesco gli ruotassero attorno. Ne emerge un ritratto in costante evoluzione, che viene progressivamente arricchito da nuovi dettagli, i quali affiorano dalla sovrapposizione di singole focalizzazioni su alcuni dei principali nodi irrisolti dell’ideazione, della scrittura e della ricezione delle Regole. Partendo dunque dallo studio delle interazioni con il Trissino, con il Bembo, con i teorici cortigiani e altri; dall’esame delle fonti, tanto letterarie quanto giuridiche e storiche dell’opera fortuniana; dall’analisi della sua ricezione nei decenni successivi alla prima stampa, si è avviata una riflessione comune su quei processi che condussero, nel XVI secolo, alla costituzione di una norma grammaticale accettata – seppure lentamente e certo non linearmente – da quasi tutti gli scriventi della Penisola.

 

   

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