Paolo Orvieto
De Sanctis
 
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03/08/2016 - Repubblica-Napoli
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19/08/2015 - Avvenire
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18/07/2015 - Mattino
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Dante Alighieri
De Vulgari Eloquentia

MALATO ENRICO
In difesa della Società Dantesca italiana

MASSIMILIANO CORRADO
Dante e la questione della lingua di Adamo. (‘De vulgari eloquentia’, I 4-7; ‘Paradiso’, XXXVI 124-38)


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L'autore. Paolo Orvieto, già Professore ordinario di Letteratura italiana e di Storia della critica letteraria all’Università di Firenze, si è occupato soprattutto del Rinascimento fiorentino, di critica letteraria e di letterature comparate. Per la Salerno Editrice ha pubblicato recentemente Da Giuda a Manzoni. Personaggi inquietanti tra storia, religione e letteratura (2013).


ENGLISH VERSION IN PDF:

Sestante - 31, pp. 268
maggio 2015
Soggetto
Letteratura italiana II. Otto e Novecento. Saggi
ISBN. 978-88-8402-985-0

€ 15,00 . € 12,00
 

Ebook:

 
€ 4,49

 


L'opera. Nel 2017 si celebra il bicentenario della nascita di un grande italiano, Francesco De Sanctis (1817-1883), al quale è stato attribuito il non piccolo merito di essere stato il vero fondatore della critica italiana, grazie alla sua produzione saggistica e alla fondamentale Storia della letteratura italiana (1870-’71). È stato un autore che ha attraversato quasi l’intero Ottocento e che ha segnato in profondità la stagione di passaggio verso l’Unità, alla quale ha partecipato attivamente in prima persona. In queste pagine viene ripercorsa la parabola umana e culturale di De Sanctis, che nelle lezioni delle sue varie scuole e nei molteplici saggi registra fedelmente i moti e i terremoti della cultura, della letteratura e poi anche della politica italiana pre- e postunitaria. Tuttavia, per lui l’arte non è solo un epifenomeno culturale e non è neppure «un capriccio personale»; è piuttosto consustanziale alla stessa storia, politica e civile dell’Italia, per cui la storia letteraria degli Italiani scorre di pari passo con la vicenda etica della loro «coscienza». Ma forse l’aspetto piú trascurato di De Sanctis è quello politico: piú volte dopo l’Unità deputato e ministro della Pubblica istruzione con Cavour, Ricasoli e poi con Cairoli, fautore di un assai interessante e attuale centro-Sinistra, equidistante dalla reazionaria e clericale Destra e dal radicalismo repubblicano e rivoluzionario della Sinistra storica, è stato sicuramente un protagonista della prima stagione politica postunitaria. Un personaggio anche caratterialmente intrigante: imbranato spasimante, ipocondriaco e pieno di tic in gioventú, polemico contro quasi tutti, critici e scrittori, affascinante e perturbante professore di alunni e alunne, risulta per molti aspetti ancora oggi di straordinaria attualità, quando con spietata lucidità denuncia i mali della politica italiana, incredibilmente quasi immutati dai suoi ai nostri tempi.

 

   

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